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Uso delle essenze nel rinascimento epoca moderna

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L’arte della distillazione diventerà davvero importante con Caterina de Medici che diffonde in Francia l’uso dei profumi. Nasce così la figura del guantaio profumiere: col passare degli anni, i guantai daranno vita ad una vera e propria corporazione. In pratica, viene utilizzata una tecnica orientale di lavaggio delle pelli in bagni di profumo che permetteva di ottenere una disinfezione ottimale delle pelli.

Tutto questo fu possibile grazie alla diffusione dei trattati di Avicenna, medico e filosofo persiano vissuto a cavallo dell’anno mille. le sue opere più famose sono il Libro della guarigione e Il canone della medicina. Avicenna diede uno sviluppo considerevole all’arte della distillazione inventando la serpentina: un tubicino che permette ai vapori prodotti durante la bollitura delle erbe di raffreddarsi velocemente tornando in forma liquida, senza disperdere le sostanze contenute. Questa tecnica millenaria viene usata ancora ai giorni nostri. (io l’avevo sempre associata alla produzione della grappa: beata ignoranza).

Durante il rinascimento europeo, gli oli essenziali acquistano sempre più prestigio fino ad ottenere un riconoscimento istituzionale: Colbert, ministro delle finanze francese del seicento, assegna ai guantai profumieri il monopolio per la vendita e la distribuzione degli oli essenziali. In questo periodo si diffondono i “pomi d’ambra”, piccole sfere di metallo da portare come gioielli che contenevano essenze come ambra grigia o muschio. Erano considerate sia un profumo sia un medicamento tanto da essere utilizzate come rimedio per contrastare la peste. Oggi sappiamo che la peste si può curare solo con antibiotici molto potenti.

Gli oli essenziali in epoca moderna

La rivoluzione francese e il successivo periodo del Terrore provoca una battuta d’arresto nella diffusione degli oli essenziali.

Bisogna aspettare il 1910 per riportare in auge le essenze distillate. Come è accaduto spesso nella storia, molte grandi scoperte avvengono per caso. Renè-Maurice Gattafossè, un ingeniere chimico appassionato di profumeria, stava lavorando in laboratorio quando uno sfortunato incidente gli provoca l’ustione della mano. D’istinto getta la mano nel primo contenitore che trova: un recipiente pieno di essenza di lavanda (sostanza che il padre produceva nella sua ditta di oli di lavanda per l’industria profumiera). Dopo l’immersione, il sollievo è immediato e la pelle non è piagata. In questo momento nasce l’aromaterapia moderna. Gattafossè scrive il suo primo trattato intitolato proprio Aromathérapie nel 1931. Oltre a parlare degli usi , in questo trattato compare per la prima volta la struttura molecolare delle sostanze aromatiche e viene messa in relazione con le reazioni che provoca sull’organismo. Purtroppo, i trattati di Gattafossè non ebbero grande diffusioni. Vennero oscurati dalle grandi scoperte delle sostanze di sintesi e dagli esperimenti dei primi anni del novecento.

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