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Ma come nasce un profumo? Non basta un ottimo olfatto

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Ma come nasce un profumo?
Non basta un ottimo olfatto, ci vuole intuito, immaginazione, creatività, tanta cultura. Ce lo spiega un naso

Lo compriamo in profumeria, racchiuso in meravigliosi flaconi e ci inebria con i suoi sentori. Il soffio sulla pelle è l’ultimo gesto di un lungo percorso che parte da materie prime e ingredienti, spesso di sorprendente familiarità, e si snoda lungo un percorso pratico, che procede a tentativi e prove e che coinvolge tutti i sensi.

Il profumiere Luca Maffei di Atelier Fragranze Milano ci ha mostrato il percorso nel suo intero, spiegandoci passo dopo passo il processo creativo che parte dalla definizione di un progetto alla sua realizzazione finale. «Come diceva Edmond Roudnitska, uno dei più grandi profumieri del XX secolo, “per creare nuovi accordi, nuove forme olfattive, è sufficiente che pensiate in odori come un pittore pensa a colori e un musicista a suoni”. Ogni creazione profumata si realizza prima nella testa del naso che riesce a immaginare come si combineranno le materie prime, come un pittore che vede il quadro prima di dipingerlo e un musicista che sente prima di suonare», racconta Maffei.

Partiamo dunque da un progetto: creare una fragranza di nicchia femminile con accordo a base di iris damascena, l’ingrediente più pregiato e costoso, prodotto solo in Italia, nella zona di Firenze. L’iris, dal sentore terroso e quasi di cuoio, si lega bene con le note femminili. Quindi occorrerà creare un bouquet fiorito. Dopodiché, grazie a programmi e a software particolari, riusciamo a fissare quali sono gli altri componenti e a capire subito i costi, i limiti legislativi ed eventuali restrizioni (allergeni, Ifra etc). Una volta stampata la formula da software, dopo aver fissato i componenti, ci spostiamo in laboratorio per pesarli.

La formula di un profumo è sempre un mix di materie naturali e sintetiche. «Sfatiamo il mito che una fragranza composta solo da materie naturali sia migliore – afferma Luca Maffei -, deve essere un buon compromesso tra naturale e sintetico, poiché la molecola sintetica spesso esalta quella naturale. 

Una buona fragranza deve essere composta da 40 a 70 elementi differenti e bastano pochi grammi in più o in meno di uno di questi per ottenere un effetto olfattivo differente. Occorre saper dosare alla perfezione le quantità, soprattutto nella costruzione dell’accordo: testa, cuore, fondo». Fondamentale dunque il bilanciamento degli ingredienti, che non devono sovrastarsi a vicenda, ci spiega ancora Maffei. «Generalmente quando scriviamo una formula abbiamo in testa cosa stiamo inserendo e un’idea di quello che poi verrà creato. Il nostro lavoro è infatti una continua sperimentazione. A volte occorrono quaranta e anche più prove per giungere alla formula definitiva».

Nel laboratorio in cui lavora Maffei sono presenti circa 800 materie prime, polveri, cristalli come ambroxan, vanillina, cascalone. E infine le ricostruzioni di alcuni odori particolari: oliva, rum, mon chéri, tartufo. Sono presenti due bilance sulle quali si pesano i vari ingredienti e poi si realizzano le soluzioni alcoliche: dal 10 al 14 per cento per le eau de toilette, dal 16 al 26 per cento per le eau de parfum e dal 40 per cento in poi per gli estratti. Dopo avere messo insieme il tutto, si posiziona la miscela su agitatori elettronici che fungono anche da fornelletti per le materie prime solide: resine, benzoini, mirra….

Come si crea un accordo?
«Si prendono appunti sui vari elementi. Nel nostro progetto, creare una fragranza a base di iris damascena, ad esempio, partiamo dall’iris, che ha un sentore terroso, intenso che andiamo ad alleggerire con note di testa agrumate, arancia e bergamotto, con aggiunta di cannella, una spezia che rende vibrante l’accordo di testa e con la sua dolcezza va a smorzare l’aspetto più duro dell’iris. Dopodiché andremo a inserire le molecole sintetiche fiorite, in questo caso, per creare un bouquet floreale che dovrà accompagnare l’iris ma non coprirlo».

Come si compone una piramide?
«Il fatto che ci siano note di testa, cuore e fondo è conseguenza delle materie prime, sono dei canoni che non si possono derogare. Se eccediamo in note di testa, la fragranza diventa troppo volatile e “scompare” dopo un po’ che la si è indossata. Se solo cuore, diventa troppo pesante, dunque posso modificare l’accordo decidendo di dare meno o più freschezza all’inizio e più o meno calore nel fondo, aumentando la percentuale di note contenute».

Il colore, si può modificare?
«Se si hanno particolari esigenze o si decide di dare una tonalità particolare, sì. Occorre però stabilirlo dall’inizio, perché non c’è modo, ad esempio, per schiarirlo».

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