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INTERVISTA CON

BARBARA POZZI

È il naso e l'anima di Olfattiva

"Quello che mi sta più a cuore è il benessere delle persone e dell'ambiente in cui vivono" (Barbara Pozzi)

a cura di Note di Profumo

UN VIAGGIO NEL MONDO DELLA PROFUMERIA NATURALE

Come è nata Olfattiva?

Olfattiva è nata tra il 1999-2000 da una passione condivisa con mio marito per gli oli essenziali, l’aromaterapia, le cure alternative. Abbiamo iniziato con l’autoproduzione di cosmetici e profumi naturali che in quel periodo si trovavano con difficoltà, poiché molti prodotti in commercio venivano spesso proposti come naturali, ma in realtà vendevano solo l’idea del naturale ed erano il frutto di una tecnica mista.

Spesso questi prodotti in commercio mi deludevano e così abbiamo iniziato a sperimentare e pensato di proporre un’alternativa che fosse veramente naturale.
Dal 2003 abbiamo così iniziato a studiare seriamente l’aromaterapia e le basi della profumeria, iniziando ad allenare anche i recettori olfattivi.

È importante allenare i recettori olfattivi per imparare a distinguere le materie prime e anche per essere in grado di fare delle buone scelte al momento dell’acquisto di esse. Per arrivare a ottenere un profumo naturale di alta qualità serve un olfatto ben allenato. Nel 2005 abbiamo iniziato a formulare i primi profumi e l’azienda Olfattiva è nata nel 2006.

Il primo nome dell’azienda fu “Quintessenza”, successivamente sostituito dalla denominazione “Olfattiva”.

Come naso scegliere di diventare un profumiere naturale è una scelta non facile, cosa ti ha spinto a prender questa decisione?

Il desiderio di essere di aiuto agli altri e creare un prodotto salutare e di benessere. Abbiamo provato a formulare anche con ingredienti chimici, all’inizio della nostra esperienza, che mi avevano procurato disturbi come apnee notturne e a quel punto ho pensato che se questi ingredienti mi facevano stare male non sarebbero stati salutari nemmeno per le persone che avrebbero usufruito dei nostri prodotti.

Da quando ho iniziato a creare formulazioni con ingredienti interamente naturali anche la mia salute è migliorata.

In profumeria, oltre ai problemi legati alla salute, ci sono anche problemi etici ed ambientali da prendere in considerazioni, ed inoltre problemi che dal punto di vista economico riguardano il rapporto con le popolazioni indigene coinvolte nella filiera di produzione delle materie prime.

Cosa ne pensi di questi aspetti?

Questo è un problema che mi è sempre stato molto caro. Un’azienda deve rendersi conto quanto può essere rilevante il suo impatto.  Cercare di avere un impatto minore significa utilizzare ad esempio il vetro rispetto alla plastica.
Abbiamo avuto difficoltà, fino a circa tre anni fa, nel trovare un packaging di un materiale costituito da vetro al 95%.

Spero che in futuro tutte le aziende percorrano questa strada, perché se un singolo individuo ha un determinato impatto ambientale un’azienda ha un impatto cento volte maggiore.
Per quanto riguarda lo sfruttamento delle popolazioni indigene abbiamo cercato fin dall’inizio di curare direttamente i rapporti con loro, ma è stato molto più difficile di quello che pensavamo.

In alcuni paesi, avendo a che fare come donna con persone prevalentemente di sesso maschile e in realtà in cui la condizione femminile è critica ed e il ruolo della donna è considerato inferiore, non è stato facile concludere trattative per quanto riguarda le materie prime e ci è voluto tempo per stabilire dei rapporti di lavoro e di fiducia.

Qual è la tua materia prima preferita?

Amo molto gli agrumi, perché sono tipici del nostro territorio e del bacino del Mediterraneo,
ingredienti che portano sempre il buon umore e possono essere utilizzati in tutte le fasce di età a
partire dai bambini. Altra materia prima che mi piace molto è la lavanda che possiamo utilizzare sia con i neonati che con le donne in gravidanza.

Quanto tempo impiegate a produrre un profumo?

Prima di immettere un prodotto in commercio aspettiamo circa 12 mesi. Il prodotto naturale va analizzato prima e dopo che gli ingredienti si sono assemblati.

Coda ne pensi delle norme IFRA?

Un cosmetico deve rispettare la salute della pelle. A volte le NORME proibiscono alcuni fito-complessi considerati dannosi per poi inserire ad esempio conservanti i cui effetti sulla salute potrebbero essere discutibili. C’è inoltre un paradosso per cui un prodotto chimico è spesso ritenuto maggiormente sicuro per la salute rispetto ad un prodotto naturale.

Dal 2013 anche l’Italia ha dovuto allinearsi alle normative europee e formulare con ingredienti naturali sta diventando sempre più difficile: per un profumiere è come se ad un pittore togliessero alcuni colori dalla tavolozza. Quando l’alternativa alla materia prima naturale è un prodotto di sintesi noi preferiamo rinunciare all’utilizzo della componente di sintesi

Qual è il tuo primo ricordo olfattivo legato al mondo botanico?

La rosa. Nella mia infanzia ho avuto la fortuna di crescere in campagna dove i miei genitori curavano un giardino che emanava dei meravigliosi profumi di rosa.

Se siete amanti delle rose vi consiglio di visitare il Roseto di Persolino-Strocchi presso l’Istituto botanico di Faenza dove si possono annusare un’infinità di rose, dalle più antiche alle più moderne.

Quale dei profumi di Olfattiva è quello con le note di rosa più spiccate?

Abbiamo un profumo di Rosa mononota che ha al suo interno una bellissima rosa iraniana e Rugiada nel Roseto che si può acquistare anche nel nostro sito online.

Per concludere ci puoi anticipare qualche novità riguardo al tuo prossimo progetto olfattivo?

Sto lavorando a un profumo che uscirà il prossimo anno, una fragranza collegata con il tema del Sacro che sarà una sorpresa; si tratta di un profumo complesso.

Intervista a cura di Note di Profumo

Il mondo degli odori ed i profumi hanno un potere magico su di me nell’evocare emozioni e ricordi.

Se vuoi vedere l'intervista integrale visita il mio canale Youtube note di profumo

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