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Il Mughetto. Una corolla delicata per un profumo memorabile

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Il Mughetto. Una corolla delicata per un profumo memorabile

Delicato, fragile, piccolo, candido, ma sopratutto fragrante: il mughetto, tra fine aprile e inizio maggio, fa capolino insieme alla rugiada di stagione e delizia il nostro naso con il suo profumo inconfondibile.

Il nome botanico è Convallaria majalis, che deriva dalla denominazione latina Lilium convallium, ovvero “giglio delle valli”, da cui la traduzione anglofona del nome del fiore in “lily of the valley”. Il termine italiano “mughetto” viene, invece, dal francese muguetQuesto fiore ama i climi freschi e il biancore della sua corolla contrasta con il verde del suo fogliame, quasi a illuminarlo.

Il Mughetto. Una corolla delicata per un profumo memorabile

Una leggenda cristiana racconta che il mughetto sia nato dal pianto della Madonna mentre era sotto la croce di Cristo morente: dalle lacrime cadute per terra si schiusero fiori bianchi penduli e chini in segno di rispetto. In Francia, il primo maggio si usa donare un mazzetto di mughetti, usanza che fu introdotta nel 1561 dal Re Carlo IX che usava regalarli in primavera alle dame della sua corte come augurio di fortuna e prosperità, dando vita all’attuale “fête du muguet”.

Profilo olfattivo e molecole di sintesi

Le caratteristiche olfattive principali del fiore di mughetto sono definite floreali, fresche e verdi e, con il passare del tempo, diventano soffici, trasparenti e muschiate: nonostante la sua apparente fragilità, questo fiore è caratterizzato da sorprendenti sfaccettature e la sua ricchezza ricompensa il profumiere capace di interpretarlo alla perfezione con la creazione di profumi memorabili.

La fragranza di questo piccolo fiore è sempre sfuggita, però, alla cattura con i metodi tradizionali di estrazione usati dalla profumeria! Labile e fragile, qualsiasi tentativo di catturare la sua anima odorosa non ha mai ottenuto il successo sperato, in quanto qualsiasi materiale finale si ottenesse, questi non rispecchiava mai il profilo olfattivo vero del fiore. Ma i chimici e i profumieri non si sono arresi a questa limitazione e nel corso degli anni hanno “inventato” nuove molecole, nuovi accordi e basi di profumeria.

Una delle prime molecole usate è stata l’idrossicitronellale, sviluppata e commercializzata nel 1905 con diversi nomi (Laurine, Cyclosia) da diverse aziende produttrici di materie prime. Questa molecola, già da sola, dava la netta sensazione olfattiva di avere il fiore sotto il naso, con il suo caratteristico odore floreale fresco.

Il suo impiego in profumeria

Quelques Fleurs di Houbigant (1912) fu il primo profumo in cui venne utilizzato l’idrossicitronellale, ma la sua massima esaltazione la raggiunse nell’iconico e intramontabile Diorissimo (1956) creato da Edmond Roudnitska – forse il profumo al mughetto più ricordato e amato di tutti i tempi – dove fu usato addirittura in una concentrazione pari al 10%, considerata elevata per l’epoca. Per via della sua impronta confortevole e soave, entrò addirittura nella formulazione della fragranza contenuta nella crema Nivea. Oggi l’idrossicitronellale fa parte delle molecole di profumeria ad uso limitato, in quanto compare nell’elenco degli allergeni dell’IFRA e dal 2013 il suo uso è stato, perciò, molto limitato.

Nel corso degli anni la ricerca di molecole mughetto-simili non si è fermata: la richiesta di odoranti con le note di fiore candido, luminoso, leggero, acquatico, stabili chimicamente e sempre meno allergizzanti ha portato alla scoperta, sintesi e utilizzo di molte nuove molecole. Per citarne solo alcune: la Cyclamen aldeide (1919), il Lilial (1956), il Bourgeonal (1959), il Lyral (1960) il Florhydral (1988), il Nympheal (2016), prodigi aromalchemici che hanno contribuito ad ampliare la palette dei Nasi con le diverse sfaccettature olfattive di questo piccolo fiore.

Profumi al Mughetto

Porte-bonheur e simbolo di innocenza e purezza nel linguaggio dei fiori, il mughetto è tra gli ingredienti fondamentali per conferire grazia, eleganza e una sfumatura di serenità alle fragranze dalla personalità romantica.

Chemise Blanche (LM Parfums – Laurent Mazzone): algido e quieto sulla mouillette, acquista carisma se vaporizzato sui point pulse. Sexy come una camicia da uomo indossata sulla pelle nuda, questo profumo si fonde con l’odore personale regalando alla persona una firma olfattiva unica e irriproducibile. Grazie al perfetto bilanciamento degli ingredienti, un bouquet di mughetti si illumina al tocco scintillante delle aldeidi, si illanguidisce accanto all’iris, diventa conturbante con muschio, benzoino e ambra.

Aqua Universalis (Maison Francis Kurkdjian): incantevole rappresentazione in essenza del concetto di “radiosità”, questa eau de toilette è “senza confini” e lo dichiara nel nome. Non fa distinzione di genere, si lascia indossare in ogni momento della giornata e si accorda a qualsiasi personalità, esaltandone i lati positivi. Il suo sillage è una carezza, la sua scia invece ispira sorrisi intrecciando note di mughetto, agrumi e nuance muschiate.

Inflorescence (Byredo): in questa eau de parfum dal carattere femminile, piena di petali dagli accordi iniziali a quelli conclusivi, la nota di mughetto affiora nei passaggi centrali con il suo tipico sentore fresco e primaverile, una sfumatura soave che potenzia l’attitudine romantica della composizione; più che un profumo, un giardino liquido dentro cui sbocciano rosa, magnolia, fresia e gelsomino.

Iperborea (Lorenzo Villoresi): luccicante, come la rugiada di primavera; corroborante, come la brezza marina; poetica, come la corolla di un dandelion. Questa fragranza, apparentemente impalpabile e trasparente, rivela in realtà accordi complessi e un’infinità di sfaccettature iridescenti, in cui si alternano tocchi fruttati e verdi, note floreali candide, sfumature di muschi e legni. La presenza del mughetto polarizza l’evoluzione della fragranza con eleganza e continuità.

Muguet Fleuri (Oriza L.Legrand): un soliflore contemporaneo dal fascino retrò, che regala all’olfatto un’esperienza immersiva nell’aroma del mughetto. Le sue campanule bianche, infatti, sbocciano con entusiasmo in ogni angolo della fragranza, contornate da note di prato selvatico, galbano, foglie di violetta e muschio di quercia che esaltano le tonalità verdi e rugiadose del fiore.

Diorissimo (Christian Dior): capolavoro di Roudnitska, è un monumento allo splendore aromatico del mughetto, corolla feticcio di Dior. In questa memorabile composizione, la sua essenza rappresenta l’espressione divina della sintesi e custodisce i codici di una femminilità senza tempo. Perfetta e senza sbavature, la formula rivela il potere addict di un fiore (apparentemente) timido.

Lazy Sunday Morning (Maison Martin Margiela): la presenza del mughetto in una formula, più di qualsiasi altra nota, ha la magia di collocare temporalmente una fragranza al mattino. Questa fragranza, luminosa e confortevole, si avvale di questo incantesimo per evocare la beatitudine di domenica mattina trascorsa pigramente tra le lenzuola: un dolce risveglio profumato di mughetto, pera, muschio bianco, iris e ambretta.

Explicite (Ex Nihilo): solitamente il mughetto si incontra in fragranze primaverili, leggiadre e radiose, ma qualche volta trasgredisce questa regola, come dimostra questa eau de parfum che inserisce il mughetto in una trama morbida e sensuale. Il fiore bianco diventa così un tocco di torbida innocenza dentro una fantasia sfrontata che profuma di peonia, sandalo, vaniglia e ambra.

Velvet Mughetto (Dolce & Gabbana): jus che distilla le tonalità soavi del mughetto per raccontare il miracolo della fioritura di un giardino siciliano. Presente in sovradosaggio nelle note di cuore, il fiore perde la sua consueta texture tenera e fresca per diventare velluto e far fremere la pelle. Succo di bergamotto, spicchi di frutta e spezie illuminano e vivacizzano la composizione, che si scalda nel fondo con patchouli e un blend di note legnose.

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