Iscriviti ora!

Effetti Collaterali e Controindicazioni degli Oli Essenziali

SaveSavedRemoved 0

Effetti Collaterali e Controindicazioni degli Oli Essenziali

Introduzione

Gli oli essenziali sono composti di origine naturale costituiti da una miscela di sostanze volatili e dotati di odori e profumi caratteristici. Le essenze possono essere utilizzate in molti modi e costituiscono la base dell’aromaterapia, medicina alternativa che sfrutta questi prodotti per trattare disturbi di vario genere.

Al contrario di quanti molti pensano, il fatto che gli oli essenziali siano di origine naturale non implica necessariamente che si tratti di prodotti innocui, privi di effetti collaterali e controindicazioni. Al contrario, al pari di qualsiasi altra sostanza, anche le essenze possono dare origine ad effetti indesiderati e il loro uso non sempre è indicato. Per tale ragione, prima di ricorrere all’impiego di oli essenziali o a qualsiasi tipo di trattamento aromaterapico, sarebbe opportuno consultare il proprio medico.

Avvertenze e Precauzioni

Cosa bisogna sapere quando si utilizzano gli oli essenziali

Prima di utilizzare gli oli essenziali è innanzitutto necessario essere certi di acquistare un prodotto puro e 100% naturale. Difatti, in commercio esistono numerose essenze sintetiche che mimano le caratteristiche organolettiche delle essenze naturali ma che potrebbero non avere le stesse proprietà o risultare addirittura dannose. A tal proposito, ricordiamo che non è così insolito che oli essenziali puri vengano sofisticati con essenze sintetiche. Questo tipo di frode è molto comune, per tale ragione è opportuno rivolgersi solo ed esclusivamente a produttori e rivenditori seri e di fiducia.

Per capire se un’essenza è pura e naturale oppure sintetica, in alcuni casi può essere utile valutare il prezzo del prodotto che si intende acquistare: ad esempio, 1 kg di essenza sintetica di rosa costa all’ingrosso 10 euro; mentre 1 kg di olio essenziale di rosa damascena costa, secondo la sua provenienza, dai 5.000 ai 10.000 euro. È comunque doveroso precisare che non sempre la differenza di prezzo è così netta e chiara; ma, in linea di massima e in proporzione, le essenze sintetiche costano molto meno rispetto a quelle naturali ottenute interamente dalla pianta.

Oltre ad assicurarsi di aver acquistato un olio essenziale puro, è necessario sapere che le essenze sono sostanze estremamente concentrate che potrebbero risultare – in maniera più o meno accentuata, a seconda dei casi – irritanti per cute e mucose. Pertanto, prima di utilizzarle in qualsiasi modo, esse dovrebbero essere sempre diluite.

Allo stesso tempo, è fondamentale essere a conoscenza del fatto che gli oli essenziali sono dotati di un certo potere allergizzante. Per tale ragione, prima di usarli, è bene fare un test preventivo su una piccola porzione di cute, applicandovi una o due gocce di prodotto per verificare l’eventuale insorgenza di reazioni allergiche.

Avvertenze e Precauzioni per l’uso degli oli essenziali per via orale

Particolare attenzione va anche prestata all’uso interno di oli essenziali. L’assunzione per via orale di simili prodotti, infatti, dovrebbe essere effettuata solo dopo aver consultato il proprio medico, a maggior ragione se si soffre di disturbi o malattie, ci si trova in particolari condizioni (ad esempio, gravidanza o allattamento) e/o si è sottoposti a terapie farmacologiche. Difatti, oltre a poter causare irritazioni e/o reazioni allergiche, gli oli essenziali assunti per via orale potrebbero interferire con l’azione di farmaci, peggiorare patologie preesistenti o risultare controindicati in determinate condizioni o situazioni (ad esempio, l’assunzione orale di oli essenziali è generalmente controindicata durante la gravidanza e l’allattamento).

Tossicità ed Effetti Collaterali

Effetti collaterali degli oli essenziali

Fra i principali effetti collaterali che possono manifestarsi durante l’uso degli oli essenziali, ritroviamo:

  • Reazioni allergiche in individui sensibili;
  • Irritazione di cute e mucose;
  • Irritazione della mucosa gastrointestinale e/o disturbi del tratto digerente (quando assunti per via orale).

Oltre a ciò, gli oli essenziali possono anche dare origine a fenomeni di tossicità, acuta o cronica, a seconda della modalità d’impiego, della concentrazione e quantità di prodotto utilizzato.

Tossicità acuta e cronica

Generalmente, la tossicità acuta si manifesta quando l’olio essenziale, o la droga che lo contiene, sono stati assunti in dosi non adeguate; oppure quando il soggetto che ha assunto il prodotto risulta ipersensibile nei confronti dei componenti dell’olio essenziale. La tossicità cronica, invece, si può manifestare in seguito ad un uso protratto nel tempo dell’olio essenziale o della droga che lo contiene.

Alcuni tipi di oli essenziali, se somministrati a dosi molto alte (10-20 ml) possono causare la comparsa di un avvelenamento acuto addirittura letale, con sintomi che interessano generalmente il sistema neuromuscolare (spasmi, convulsioni, ecc.) e alcuni dei più importanti organi interni (fegato, reni, polmoni, ecc.). Diversi costituenti degli oli essenziali possiedono proprietà tali da imporre un uso controllato in termini di concentrazione e quantità di prodotto da utilizzare:

  • I fenoli sono più o meno causticie possono provocare fenomeni di irritazione renale e lesioni alle mucose del tubo digerente;
  • Alcuni chetoni si caratterizzano per uno spiccato neurotropismo e per una loro tendenza ad accumularsi nell’organismo, perché difficilmente eliminabili;
  • I terpeni sono irritanti per la pelle e le mucose;
  • Alcuni esteri sono stupefacenti a dosi molto elevate.

Appare chiaro, quindi, come l’impiego degli oli essenziali dovrebbe avvenire sotto la guida di un esperto e previo consulto con il proprio medico.

Esempi di sintomi da avvelenamento

Di seguito, sono riportati alcuni esempi di sintomi da avvelenamento e le principali osservazioni tossicologiche relative agli oli essenziali più comuni:

  • Oli essenziali di anice e finocchio (anetolo): a dosi elevate possono provocare torpori muscolari, diminuzione della frequenza respiratoria, analgesia con senso di euforia. Occasionalmente possono presentarsi anche delle crisi convulsive cloniche.
  • Olio essenziale di assenzio (tujone): a dosi elevate può provocare danni a carico del sistema nervoso con la comparsa di tremoree insensibilità. Inoltre, esercita un effetto abortivo. Il tujone è un agente convulsivante.
  • Olio essenziale di bergamotto (bergaptene): può essere la causa di fenomeni di iperpigmentazione cutanea (melanosi).
  • Olio essenziale di canfora: è un eccitante del sistema nervoso centrale; ad alte dosi può determinare convulsioni.
  • Olio essenziale di cedro: a dosi elevate è abortivo.
  • Olio essenziale di chenopodio (ascaridolo): può causare effetti tossici a carico del cuore, del respiro e del sistema nervoso centrale.
  • Olio essenziale di garofano (eugenolo): a dosi elevate è caustico per le mucose.
  • Olio essenziale di guaiaco: a dosi elevate può provocare gastroenteriti e mestruazioni abbondanti.
  • Olio essenziale di menta (mentolo): ad alte dosi è stupefacente.
  • Olio essenziale di noce moscata: ad alte dosi (10-15 ml) è stupefacente per la presenza di composti fenilpropenici (miristicina) strutturalmente analoghi alla mescalina.
  • Olio essenziale di prezzemolo (apiolo): a dosi elevate è tossico e abortivo perché molto attivo sulla muscolatura uterina.
  • Olio essenziale di ruta(metilnonilchetone): a dosi elevate può provocare avvelenamenti mortali; inoltre, è abortivo.
  • Olio essenziale di salvia (tujone): a dosi elevate provoca convulsioni.
  • Olio essenziale di senape: a dosi elevate è caustico e può portare ad asfissiaper soffocamento. La sua somministrazione per via interna va evitata.

Sicurezza d’uso

Conclusioni sulla sicurezza d’uso degli oli essenziali

Come appare evidente da quanto finora detto, gli oli essenziali non possono e non devono essere considerati come prodotti del tutto innocui da assumere senza regole e con leggerezza solo perché di origine naturale. Come per qualsiasi altra sostanza, difatti, il loro uso deve essere effettuato con cognizione di causa, sempre rispettando le dosi consigliate e previo consulto con il proprio medico.

Controindicazioni

Generalità

In medicina, le controindicazioni sono quelle circostanze che rendono sconsigliabile una particolare terapia o una particolare procedura diagnostica; il motivo di tale precauzione risiede nelle conseguenze negative, o altamente negative, che potrebbero scaturire dalla realizzazione di una particolare terapia o procedura diagnostica.

Cosa sono le controindicazioni?

Le controindicazioni sono tutte quelle condizioni che rendono sconsigliabile una particolare terapia o una particolare procedura diagnostica, in quanto dalla sua realizzazione potrebbero derivarne conseguenze negative, se non addirittura un (ulteriore) pericolo di vita per il soggetto interessato.
Quando si parla di controindicazioni, il punto nodale, attorno a cui verte l’intera discussione, è l’equilibrio rischi-benefici. Infatti, la tipica domanda dei medici in merito è: eseguire la tal terapia o procedura diagnostica è più rischioso dei benefici che ne possono derivare?
Esistono due tipi di controindicazioni: le controindicazioni assolute e le controindicazioni relative.

Controindicazioni assolute

In medicina, prendono il nome di controindicazioni assolute quelle condizioni in presenza delle quali mancano del tutto i presupposti per intraprendere una determinata azione medica a scopo diagnostico-terapeutico.
In altre parole, con il termine di controindicazione assoluta si fa riferimento a uno stato di salute, la cui presenza esclude in maniera categorica di poter intervenire con un certo trattamento o effettuare una determinata indagine diagnostica.
Esempi per capire:

  • La giovane età rappresenta una controindicazione assoluta alla somministrazione dell’aspirina (acido acetil-salicilico), in quanto quest’ultima, nei bambini e negli adolescenti al di sotto dei 16 anni, può essere responsabile della cosiddetta sindrome di Reye.
  • La presenza all’interno del corpo umano di componenti metalliche (pacemaker, dispositivi neurostimolatori, schegge nell’occhio, clip intracraniche per un aneurisma cerebrale, apparecchi acustici ecc.) rappresenta una controindicazione assoluta alla risonanza magnetica nucleare, in quanto quest’ultima, per effetto dei campi magnetici a cui dà origine, potrebbe provocare lo spostamento delle suddette componenti metalliche e alterare il funzionamento dei sopraccitati dispositivi.
  • La presenza di agenesia della coclea o del nervo acustico rappresenta una controindicazione all’impianto cocleare, in quanto quest’ultimo funziona solo in presenza delle sopraccitate strutture anatomiche dell’orecchio interno.

CONTROINDICAZIONI ASSOLUTE TEMPORANEE

Alcune condizioni che rendono sconsigliabile in modo assoluto una certa terapia o una certa procedura diagnostica hanno carattere temporaneo, o perché sono delle cure di una determinata durata o perché sono patologie che richiedono un determinato lasso di tempo per guarire.
Per riferirsi a tali circostanze, i medici hanno coniato il termine di controindicazioni assolute temporanee.
Esempi per capire:

  • La presenza di varici esofagee è una controindicazione assoluta temporanea all’utilizzo del sondino naso-gastrico, così come la presenza di una stenosi dell’esofago.
    Infatti, con la guarigione delle due sopraccitate condizioni mediche, è possibile introdurre, attraverso l’esofago, il sottile tubicino, che compone il sondino naso-gastrico, e portarlo a destinazione.
  • La presenza di fratture ossee e un recente intervento chirurgico rappresentano due tipiche controindicazioni assolute temporanee alla pratica della massoterapia.
    Infatti, con la saldatura ossea, per il primo caso, e con la guarigione delle ferite chirurgiche, per il secondo caso, decade ogni divieto al messaggio terapeutico dei muscoli, effettuato con le mani.
  • La cervicite e la vulvovaginite sono due condizioni infiammatorie, che ricoprono il ruolo di controindicazioni assolute temporanee alla colposcopia, fintanto che non sono completamente guarite.
    Effettuare la colposcopia a dispetto di una cervicite o una vulvovaginite è fastidioso per la donna interessata e può alterare significativamente l’esito della suddetta procedura diagnostica.

Controindicazioni relative

In ambito medico, assumono il nome di controindicazioni relative quelle condizioni in presenza delle quali una determinata procedura diagnostica o terapeutica è sconsigliabile, salvo non sussistano circostanze più importanti, per cui il fatto di astenersi dalla suddetta procedura sia più rischioso dell’eseguirla.
In altre parole, con il termine di controindicazione relativa si indica uno stato di salute, la cui presenza esclude una certa terapia o un certo esame diagnostico, a meno che non si verifichi un’altra circostanza che rende indispensabile la realizzazione della sopraccitata terapia o del sopraccitato esame diagnostico.
Esempi per capire:

  • raggi X sono controindicati in caso di gravidanza (N.B: la gravidanza è la controindicazione), a meno che una donna incinta non lamenti gravi disturbi, le cui cause sono identificabili soltanto con una radiografia e la cui trascuratezza potrebbe essere responsabile, secondo il medico, di gravi conseguenze sulla salute della paziente.
  • La presenza di protesi metalliche e la presenza di suture metalliche in sedi diverse dall’encefalo rappresentano due controindicazioni relative alla risonanza magnetica nucleare. Tali controindicazioni, infatti, decadono al cospetto di ragionevoli motivi per cui non svolgere un approfondimento diagnostico, attraverso risonanza magnetica, potrebbe avere serie ripercussioni e ritardare un trattamento vitale.
  • Le malattie di cuore e le infezioni a carico delle vie aeree superiori (es: sinusite) rientrano tra le controindicazioni relative alla camera iperbarica. Tali controindicazioni, infatti, vengono meno quando l’apporto di ossigeno puro diventa vitale.

We will be happy to hear your thoughts

Leave a reply

Fan Perfume
Logo
Register New Account
Reset Password