Iscriviti ora!

Apre a Venezia il primo museo italiano dedicato al profumo

SaveSavedRemoved 0

Fortemente voluto da Mavive e supportato con entusiasmo dalla Fondazione Musei Civici di Venezia, verrà inaugurato all’inizio dell’estate, all’interno di Palazzo Mocenigo di San Stae, il primo percorso espositivo permanente italiano dedicato al profumo. Ce ne parla Marco Vidal, direttore commerciale Mavive Italia e responsabile del progetto.


Inaugurazione Museo del ProfumoGli antichi Egizi lo utilizzavano per favorire l’elevazione dell’anima, i Greci per sfruttarne le virtù terapeutiche, i Romani per il culto religioso ma anche per la persona e l’ambiente, uomini e donne del Medioevo per aromatizzare i lavacri, e così via fino al consumatore dei giorni nostri, che nel profumo vede una scelta di stile e un’affermazione della propria personalità.

Tutta la magia, l’alchimia, la sacralità, la seduzione che pervade la storia del profumo, lunga settemila anni, rivivrà presto nelle sale di Palazzo Mocenigo di San Stae a Venezia, sede del Centro Studi di Storia del Tessuto e del Costume, grazie all’accordo siglato lo scorso dicembre dalla Fondazione Musei Civici di Venezia e dalla famiglia veneziana Vidal, proprietaria della società Mavive.

Primo percorso espositivo di questo tipo in Italia, la rassegna permanente dedicata alle essenze ha tutte le caratteristiche per diventare il competitor europeo del Museo del Profumo di Grasse, superandolo per la vastità degli oggetti esposti e per la formula innovativa e coinvolgente. Ad aprirci le porte di Palazzo Mocenigo, introducendoci in un’atmosfera ricca di connotazioni culturali ed evocative, è Marco Vidal, “delfino” della nota famiglia che da oltre un secolo lavora con impegno e passione nell’universo della profumeria.

Come e quando la famiglia Vidal ha avuto l’idea di dare vita alla nuova sezione del profumo che andrà ad arricchire il percorso espositivo di Palazzo Mocenigo?
L’idea, poi diventata progetto, non è nata in un momento preciso. Si può piuttosto dire che è la concretizzazione dello stretto legame della mia famiglia con Venezia e della città stessa con la storia del profumo e della cosmesi ancora prima del 1100. È qui, infatti, che la moglie del Doge Selvo, Teodora Ducas, portò – insieme ai costumi bizantini – l’utilizzo di creme e profumi. Ed è qui che dall’Oriente iniziarono ad arrivare spezie ed oli da diluire in acquavite per renderli vaporizzabili. Sempre a Venezia venne creato per la prima volta il sapone profumato per l’igiene personale, la cui ricetta originale fu poi trafugata e portata a Marsiglia, prendendo il nome che tutti conosciamo. Fu così che la Serenissima emanò un editto per difenderne i segreti di produzione, alla quale già allora seguiva un’intensa attività di esportazione. Senza dimenticare che l’85-90% dei primi trattati di cosmesi del ’500 vennero realizzati e pubblicati proprio nella città lagunare. Una storia importante, che in realtà non è mai stata espressa e “raccontata”. Se teniamo conto che Venezia viene visitata ogni anno da circa venticinque milioni di turisti, perché non divulgarla, valorizzando in questo modo un aspetto culturale poco conosciuto e la profumeria italiana in generale?

Oltre a Mavive, chi è coinvolto in questo progetto?
Dopo un lungo percorso di riflessione e la presentazione del progetto già definito, abbiamo lavorato operativamente per oltre un anno con il Comune di Venezia, ricevendo dalla Fondazione Musei Civici di Venezia un supporto e un contributo preziosissimi. Altrettanto determinante è stata la collaborazione con una delle migliori case essenziere esistenti al mondo, la tedesca Drom, e con l’Università di Ferrara.

In che modo sono intervenute l’una e l’altra?
Drom ha messo a disposizione oltre 2500 pezzi della collezione Storp, una delle più importanti al mondo con oggetti databili fino al 2.000 a.C. Alla seconda abbiamo affidato il compito di lavorare sulla ricerca e sulla documentazione riguardante le tecniche produttive moderne. Oltre a questo, l’Università di Ferrara probabilmente curerà la sezione formativa e didattica del museo.

Qual è stato il vostro impegno per la realizzazione del progetto?
Un impegno consistente sia dal punto di vista creativo, che ha richiesto e continua a richiedere un’intensa attività di ricerca e assemblaggio dei materiali, sia sotto il profilo finanziario. Lo riteniamo un importante atto di “mecenatismo” verso un bene pubblico, teso a valorizzare il patrimonio della tradizione profumiera italiana, al quale saremmo felici aderissero nel tempo nuovi partner: aziende, privati, enti, Unipro stessa… Siamo estremamente aperti in questo senso.

Quali sono gli aspetti più significativi del percorso nella sua globalità?
Oltre alla straordinaria e ricchissima collezione di flaconi Storp, della quale abbiamo già fatto cenno, sarà presente una sezione dedicata al profumo moderno, con particolare attenzione alle tecniche e ai macchinari di distillazione delle fragranze più note ed apprezzate. In un’ottica innovativa e interattiva alla scoperta delle essenze, ai visitatori verranno inoltre offerte affascinanti esperienze olfattive e sensoriali con banchi di lavoro dove chi lo desidera potrà essere guidato alla creazione del “proprio” profumo. Nell’opera di restauro del piano terra di Palazzo Mocenigo, è stato poi previsto uno spazio riservato alla didattica relativa a questa materia. Tengo infine a sottolineare che, fra gli oggetti più prestigiosi portati in mostra, ci sarà anche il prezioso manuale di cosmetica I Notandissimi secreti de l’Arte Profumatoria (G. Rossetti, Venezia, 1555), primo ricettario d’Occidente che cataloga con approccio scientifico più di trecento formule di cosmetici in uso nella Venezia di allora e testo fondamentale per muschieri, saonieri, “venditori de polvere de Cipro”. Lo presentiamo sia nella versione originale sia in ristampa anastatica.

Sappiamo che l’iniziativa museale non è l’unica novità di Mavive…
Questi per noi sono mesi intensi e cruciali per costruire intorno al progetto culturale anche un progetto commerciale di grande rilevanza. Per la prima volta, abbiamo infatti creato un marchio dedicato a Venezia, The Merchant of Venice, che comprende profumi, bruciaprofumi, vasi di pout-pourri… Una linea di nicchia ma completa, che sarà presente sul retail con corner nei grandi magazzini, negli aeroporti e nei percorsi museali veneziani, prevedendo anche uno sviluppo sul franchising. Presto verrà aperto un flagship store monomarca in una farmacia del Seicento, a San Marco, a fianco del Gran Teatro La Fenice.

Dunque un momento di grandi soddisfazioni…
Sì, e di grande fermento: il momento del salto di qualità, che ci riempie di orgoglio. Nel 2012 Mavive ha potuto vantare un incremento del fatturato del 20% e nei prossimi tre anni prevediamo di raddoppiare la nostra dimensione, anche grazie ad una sempre più forte apertura ai mercati internazionali, che è una delle principali caratteristiche dell’azienda. È chiaro che in tutto questo, la “grande avventura” del Museo di Mocenigo, che verrà inaugurata in concomitanza con la Biennale, riveste un ruolo determinante a livello di lustro e di conferma della nostra vocazione. Soprattutto se si tiene conto che Venezia è destinata a diventare la Capitale Europea della Cultura.

We will be happy to hear your thoughts

Leave a reply

Fan Perfume
Logo
Register New Account
Reset Password